Menomasia

Greta Van Fleet in concerto a Bologna

By 11 Luglio 2019 15 Luglio, 2019 2 Comments

Greta Van Fleet album cover

Greta Van Fleet, smettetela di chiamarli “I nipoti dei Led Zeppelin”

si può essere nostalgici oppure amare la musica

Chi mi conosce bene sa quanto io sia appassionato dei Deep Purple e Led Zeppelin. (non a caso fin da piccolo iniziarono ad affibbiarmi il soprannome di “The Lord” in onore del tastierista dei Deep Purple Jon Lord) Fin da bambino sono cresciuto immerso nei dischi e nelle sonorità di un’epoca che ho solo potuto immaginare e mai vivere in questa vita; parto da questo punto di vista per provare a condividere un aspetto molto importante che in molti dimenticano quando si critica o si discute 😉

Dicevamo. Quelli della mia generazione (nati negli anni ’80) che hanno suonato in una band sono cresciuti a pane e Rock, suonando le cover più famose degli anni ’70 ed imitando i propri idoli fino ad arrivare poi a trovare la propria strada ed espressività sia nel modo di suonare ma anche nel modo di presentarsi sul palco, ma se paragoniamo la musica alla moda, nulla può definirsi quasi più innovativo o “nuovo” in un’epoca dominata dalla rapidità di fruizione di contenuti imposta dai social media.

Un contenuto sui social media ha una soglia di attenzione media pari agli 8 secondi |  fonte –> inkiesta.it  

Ora, prima di andare avanti voglio fare un esperimento con te. Carico qui sotto un video durante il concerto dei Greta Van Fleet a Bologna e ti chiedo di guardarlo fino alla fine; sfida te stesso nel superare quella soglia dell’attenzione così bassa che abbiamo raggiunto, per tornare ad assaporare cosa significhi osservare, essere concentrati e godere di quello che stai facendo.

Cosa ne pensi? Quali reazioni ti suscita? Scrivi cosa ne pensi nei commenti in fondo all’articolo.

Io penso che sia molto importante che ci siano band del genere che diano nuovi stimoli ad un mondo della musica fin troppo incastonato nelle dinamiche della musica Trap / Commerciale che, attenzione, deve comunque esistere ed ha un suo pubblico ma non può essere l’unico modo di comunicare attraverso la musica oggi. Alcuni dicono che i Greta Van Fleet siano una copia spudorata dei Led Zeppelin… potrebbe anche sembrare a prima vista, ma hanno comunque una loro identità riconoscibile che ho potuto assaporare durante l’esibizione in concerto a Bologna di ieri sera.

Ho apprezzato sia le citazioni ai grandi del passato nelle sonorità ma anche nel modo di vestire, inutile negarlo. In fondo sono dei ragazzi di vent’anni che suonano insieme da quando ne avevano quattordici, si divertono ed a cui piace fare questo genere di musica. Questo dovrebbe essere la musica: divertirsi e fare assieme. Da qualche decennio siamo “vittime” inconsapevoli della storpiatura del vero significato della parola competere, che ci ha portato a gareggiare fino ad implodere nelle nostre stesse paure. Riccardo Scandellari ne ha parlato anche suo blog qualche anno fa, qui trovi il suo articolo –> skande.com

La vera competizione l’ho percepita ieri sera durante il concerto: non più una gara ma un vero supporto l’un l’altro. In questo caso non solo in musica ma anche un fare assieme tra diverse generazioni; non a caso tra le oltre 20.000 persone presenti al concerto potevi girarti e vedere persone di ogni età assistere al concerto quasi increduli di essere tutti lì assieme a godere di una musica che avevamo quasi dimenticato, di improvvisazioni musicali, di assoli, di organi hammond e di espressività della musica che fa stare bene senza nessun tipo di giudizio o competizione (vi ricorda qualcosa x Factor?).

 

Greta Van Fleet concerto a Bologna

Foto a cura del Magazine OnStage Fonte –> onstageweb.com Per le foto si ringrazia Mathias Marchioni

Stare bene. Questo dovrebbe essere il presupposto di ogni cosa, culturale, artistica o semplicemente nella vita di tutti i giorni. Volente o nolente questi ragazzi ci riescono molto bene ed è uno dei motivi principali per cui penso che faranno ancora molta strada nel mondo della musica.

Per chiudere il mio punto di vista, penso che sia molto importante smetterla di criticare o pensare che siccome una cosa è già stata fatta in passato non possa essere riproposta oggi, nel presente, sotto forma di un modo di comunicare attuale ed aggregare le persone in modo positivo. Se dovessimo seguire il filo logico di tutti quelli che criticano, allora, citando il film Midnight in Paris di Woody Allen tutto quello che è già successo in passato non ha più senso perché:

“La nostalgia è negazione, negazione di un presente infelice. E il nome di questo falso pensiero è: sindrome epoca d’oro, cioè l’idea errata che un diverso periodo storico sia migliore di quello in cui viviamo. Vedete, è un difetto dell’immaginario romantico di certe persone che trovano difficile cavarsela nel presente.”

Con questo voglio condividere l’idea che si possa costruire qualcosa che rimanga nel tempo soprattutto attingendo al nostro passato come esseri umani per dare un valore aggiunto nel tempo che stiamo vivendo, per mantenere viva sia la memoria di quello che abbiamo già costruito ma anche di quello che vogliamo lasciare alle generazioni future.

What you gonna do with all that love in your heart? cit. Safari – Greta Van Fleet

Foto a cura del Magazine OnStage fonte –> onstageweb.com

Per le foto si ringrazia Mathias Marchioni

Ho sempre sognato di poter scrivere liberamente di musica. L’articolo che hai appena letto rientra nel mio progetto che ho chiamato menomasia (unione delle parole meno male così sia); menomasia non è solo una rubrica musicale, ma è un racconto estemporaneo di ciò che la musica e l’arte trasmettono e di come senza di esse questo mondo non sarebbe così pieno di vita.

Se questo articolo ti è piaciuto, ti ha fatto riflettere o semplicemente vuoi approfondire qualcosa scrivi nei commenti qua sotto oppure condividi l’articolo con i tuoi amici su Facebook e gli altri Social Network.

Ti ringrazio per aver letto fino a qui, per rimanere sempre aggiornato sui miei prossimi articoli iscriviti alla mia newsletter cliccando qui.

Christian DeLord Carlino

Christian DeLord Carlino

Mi chiamo Christian Carlino, in arte DeLord, classe 1985. Pianista, compositore e creativo dall’animo pop ma con innata la voglia di imparare e formulare sempre nuove idee. La libertà di espressione fa parte del mio modo di essere e trova forma nelle mie passioni.

2 Comments

  • Mathias Marchioni ha detto:

    Le foto sono di mia proprietà,
    non ho autorizzato l’utilizzo su questo articolo e non sono nemmeno citato come autore degli scatti.
    Vanno immediatamente rimosse.
    Mathias Marchioni

    • Ciao Mathias, purtroppo quando ho cercato le foto non era presente nessun riferimento al fotografo, altrimenti lo avrei inserito immediatamente. Ho citato invece la fonte del vostro magazine, avendo trovato le foto sul vostro portale. Ho inserito anche il tuo nome nei credits alle foto.
      Come vedi in tutte le altre recensioni di concerti che ho fatto ho sempre citato i fotografi con i quali ho collaborato 😉
      Per le prossime volte so a chi chiedere per le foto dei vari concerti a Bologna 🙂

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