Nel 2016, dieci domande pronte per Franco Battiato rimasero sospese, ma la loro risonanza continua a interrogarci sul giudizio, la fiducia, l’amore e la spiritualità, guidandoci in un viaggio attraverso inquietudini personali e universali.

Nel 2016 avevo preparato dieci domande per un’intervista a Franco Battiato. L’intervista non si svolse e quelle righe rimasero nel mio studio, ferme su un foglio mentre il tempo continuava a passare.

In breve

  • L’articolo ripropone dieci domande preparate nel 2016 per Franco Battiato, intervista che non ebbe luogo.

  • Le domande esplorano temi come il giudizio altrui, il valore dei gesti, l’amore, la spiritualità e la fame di successo.

  • L’autore riflette sull’evoluzione delle sue prospettive e sul significato attuale di quelle domande irrisolte.

  • Vengono offerti spunti pratici e esercizi per esplorare la fiducia, la spiritualità e la creazione artistica.

Ricordo ancora quella sera d’estate in una Modena che aveva un volto differente rispetto ad oggi… c’erano diversi concerti che segnavano la fine dell’estate e avrebbero sancito poi l’arrivo dell’autunno. Una decina di anni fa collaboravo con un magazine online per il quale scrivevo recensioni di concerti e mi concessero di poter intervistare Battiato prima del concerto. Poi non accadde. Nessuna voce dall’altra parte.

Ho conservato le domande nella loro forma originale, anche quando oggi sceglierei parole diverse o aggiungerei una precisazione. Rileggerle significa tornare alle inquietudini di allora: il giudizio, la fiducia, l’amore, la spiritualità e quella fame di successo che spesso lascia l’anima senza nutrimento.

Facciamo insieme questo viaggio nel tempo e dimmi la tua nei commenti.

Cos’è l’incontro sospeso tra le note del tempo menzionato?

La prima domanda nasceva da una polemica pubblica e dal modo in cui una frase, una volta pronunciata, può trasformarsi in una stanza piena di rumore. Il lavoro, il pensiero e perfino l’intenzione rischiano di sparire dietro l’obbligo continuo di spiegarsi.

1) lo scorso anno è stato caso di una polemica per le sue dichiarazioni sulle presunte “meretrici” presenti in parlamento. | Non trova che al giorno d’oggi si passi molto più tempo a giustificarsi verso gli altri piuttosto che fare il proprio mestiere? Non le sembra eccessivo perbenismo?

Oggi porrei ancora questa domanda. Quando senti di dover chiarire ogni parola, il flusso mentale viene drogato dal giudizio altrui e una parte della tua energia smette di alimentare ciò che stai creando.

Questo non significa sottrarsi alla responsabilità. Significa distinguere una spiegazione necessaria dalla ricerca compulsiva di approvazione, magari aspettando dieci minuti prima di rispondere a una critica e rileggendo il messaggio soltanto quando il corpo si è calmato.

Quando perfino un gesto deve essere dimostrato

La seconda domanda arrivava dalla campagna di sensibilizzazione sulla SLA e dalle immagini pubbliche delle donazioni. Dietro quelle fotografie percepivo un dubbio più vasto: un gesto conserva il suo valore se ha bisogno di una ricevuta mostrata a tutti?

2) agganciandomi alla domanda precedente, da poco si è svolta questa campagna di sensibilizzazione sulla SLA ed abbiamo assistito a differenti personaggi famosi costretti a pubblicare le foto del versamento a testimonianza della donazione, cosa ne pensa? Siamo diventati la società senza fiducia?

La fiducia richiede uno spazio che non puoi controllare. Se ogni intenzione deve essere fotografata e certificata, rischi di confondere la trasparenza con l’esibizione e la generosità con la costruzione di un personaggio.

Per capire da dove parte un tuo gesto, puoi fare una prova concreta: compilo, dono o aiuto, poi lascio trascorrere ventiquattro ore prima di parlarne. Se il bisogno di mostrarlo continua a bussare, ascolto che cosa sta chiedendo davvero quella parte di me.

Foglio di carta con appunti su una scrivania
Foto di David Travis su Unsplash
Attraversando il bardo: sguardi sull'aldilà - Franco Battiato

Tutto l’universo obbedisce all’amore

La terza domanda conteneva già il centro dell’intervista. Volevo parlare di amore senza ridurlo a una frase decorativa, mettendolo invece davanti alla cultura bassa, al consumismo dell’arte e ai fenomeni costruiti per durare il tempo di una distrazione.

3) nel suo brano “tutto l’universo obbedisce all’amore” lei ci svela una verità che se venisse perseguita da tutto il mondo questo posto sarebbe un eden. | Cosa ne pensa di questo momento storico di così bassa cultura? L’amore potrà salvarci oppure siamo destinati a rimanere dall’altro lato della barricata ad osservare finti fenomeni dettati dal consumismo dell’arte?

Per me l’amore, quando entra nella musica, è un criterio pratico. Decide quanto silenzio lasciare tra due note, quale suono eliminare e quando una melodia sta cercando connessione invece di consenso.

Puoi applicare lo stesso criterio a ciò che ascolti. Dopo un brano, resta in silenzio per due minuti e osserva un segnale fisico preciso: il respiro si è allargato, la mascella è ancora contratta oppure senti più pace interiore?

Religione, spiritualità e disciplina quotidiana

La quarta domanda entrava in un territorio centrale nella mia pratica olistica. Religione e spiritualità possono incontrarsi, ma non sono automaticamente la stessa esperienza: una indica anche una struttura condivisa, l’altra può manifestarsi nel rapporto diretto con il mistero, con la coscienza e con la tua anima.

4) lei è una persona estremamente spirituale, cosa consiglierebbe a chi vuole capire la differenza tra religione e spiritualità? Cosa significa per te la spiritualità?

Io riconosco la spiritualità quando modifica un gesto reale. Se mediti per venti minuti ma subito dopo scarichi la tua rabbia sulla prima persona che incontri, forse hai vissuto un momento piacevole, non ancora una trasformazione.

Nei miei percorsi di meditazione e ascolto, anche attraverso la musica a 432hz, suggerisco di usare le cuffie a volume moderato per dodici minuti. Prima di iniziare scegli un’intenzione semplice, poi annota una sensazione corporea e un pensiero emerso: poche parole, senza correggerle.

Il cuore arriva dove la tecnica non basta

La quinta domanda riguardava la formazione musicale di Battiato e la possibilità di creare opere memorabili senza partire dalla lettura tradizionale della musica. Non era un attacco alla tecnica, che resta preziosa, ma un modo per interrogare la sorgente da cui nasce una visione.

5) quando ha iniziato lei non sapeva leggere la musica eppure ha scritto pezzi indimenticabili, questo può suggerire da un lato che se mosso da animo e cuore l’individuo può qualsiasi cosa? Siamo così profondamente infiniti?

Quando compongo, la tecnica mi aiuta a dare una forma alla vibrazione. Ma l’idea arriva spesso prima, magari come quattro note ripetute o come una pressione nel petto che chiede di diventare suono.

Se stai imparando uno strumento, prova per sette minuti senza spartito e registra tutto con il telefono. Solo dopo ascolta: potresti trovare un frammento vivo, imperfetto, che lo studio tecnico potrà sostenere senza soffocarlo.

Dettaglio di un pianoforte illuminato
Foto di Geert Pieters su Unsplash

Siamo vibrazioni d’acqua e pensiero

La sesta domanda era legata a un articolo sulle molecole dell’acqua e sull’effetto attribuito ai pensieri. Nel foglio del 2016 il nome del ricercatore era rimasto indicato come “Xxxxx”, perciò non posso attribuire con serietà quella scoperta a una persona precisa.

6) questa settimana leggevo un articolo che parlava di una scoperta che è stata fatta dal dott. Xxxxx sulle molecole dell’acqua che a seconda del pensiero buono o cattivo trasmesso, assumevano forse di riflesso. Lei cosa ne pensa? Potremmo applicare lo stesso concetto alle nostre vite essendo noi stessi composti al 90% d’acqua?

Oggi preciserei il dato numerico: la percentuale d’acqua nel corpo cambia in base all’età e ad altri fattori, e per un adulto viene generalmente indicata intorno al 60%, come spiega la pagina dello USGS dedicata all’acqua nel corpo umano. La domanda spirituale, però, resta viva: che cosa accade nel corpo quando rimani a lungo dentro un pensiero ostile?

Non hai bisogno di un laboratorio per osservare alcuni effetti quotidiani. Ripeti mentalmente una frase dura per sessanta secondi e nota spalle, gola e respiro; dopo una pausa, ripeti un mantra gentile per lo stesso tempo e ascolta se la vibrazione fisica cambia.

Questo esercizio non dimostra teorie sulle molecole. Ti restituisce però un dato personale e concreto: le parole che ripeti influenzano il modo in cui abiti il corpo, orientano l’energia e possono nutrire oppure disturbare la tua pace interiore.

La prigione di “sono fatto così”

La settima domanda partiva da una dichiarazione ascoltata in televisione. Avevo già fermato una citazione di Franco Battiato da SkyArte, perché il suo modo diretto di parlare della trasformazione personale mi aveva colpito.

7) in un’intervista su Sky lei ha dichiarato che chi afferma “sono così non posso farci nulla” sia uno stronzo. E le do ragione. Cosa può suggerirci per cercare di scardinare questa immobilità nella gente e cercare di migliorarsi sempre?

È una frase ruvida. Eppure “sono fatto così” diventa spesso una serratura: chiude la porta prima ancora che tu possa vedere quale paura, fedeltà familiare o abitudine stia mantenendo immobile quel comportamento.

Nel Theta Healing® lavoro proprio sull’ascolto delle convinzioni profonde, senza fermarmi alla frase pronunciata in superficie. Una domanda utile è: «Che cosa temo di perdere se cambio?» Scrivi la risposta per cinque minuti, a mano, senza sollevare la penna e senza giudicare ciò che arriva.

Qui la scrittura automatica può mostrare associazioni che il controllo mentale tende a coprire. Se emergono emozioni troppo intense, fermati, appoggia entrambi i piedi a terra e torna al respiro; un percorso spirituale non deve trasformarsi in una forzatura.

Acqua che vibra in un bicchiere
Foto di Jackson Hendry su Unsplash

Qual è la relazione tra la fame di successo e il nutrimento dell’anima?

Le domande otto e nove guardavano direttamente ai giovani. Nel 2016 vedevo già crescere una relazione veloce con la musica: ascolti frammentati, giudizi immediati e artisti misurati soprattutto attraverso la visibilità.

8) se lei dovesse suggerire ad un giovane che oggi cresce con musica spazzatura alcuni dischi fondamentali per la sua esistenza, quali consiglierebbe?

Avrei voluto ascoltare i titoli scelti da Battiato e, soprattutto, le ragioni. Un disco fondamentale non coincide per forza con un disco famoso: è quello che ti accompagna abbastanza a lungo da modificare il tuo orecchio, il linguaggio o il modo in cui attraversi una crisi.

Puoi costruire una piccola educazione all’ascolto scegliendo un album e dedicandogli tre sessioni nella stessa settimana. La prima in cuffia, la seconda leggendo i testi, la terza senza fare altro: niente notifiche, niente salto compulsivo tra le tracce.

La storia di Battiato mostra anche quanto ricerca ed elettronica potessero convivere sul palco. Avevo raccontato questo aspetto nella recensione del concerto a Modena, Franco Battiato ritorna all’elettronica, legata al progetto con Joe Patti’s Experimental Group.

Essere visti o diventare più profondi

9) perché secondo lei un giovane oggi ha più fame di successo che di arricchimento interiore tramite le arti?

La mia risposta sarebbe netta: il successo offre segnali visibili, mentre l’arricchimento interiore lavora per mesi senza fare rumore. Un numero cresce sullo schermo in pochi minuti; imparare ad ascoltare davvero un quartetto, una sonata o il silenzio dopo un mantra richiede presenza.

Il desiderio di riuscire non è sbagliato. Diventa sterile quando ogni scelta creativa viene fatta per ottenere una reazione e l’arte smette di essere un viaggio interiore, riducendosi a uno specchio tenuto davanti al pubblico.

Un esercizio che uso anche nel mio lavoro consiste nel creare per trenta minuti senza pubblicare il risultato per almeno sette giorni. In quel tempo puoi capire se vuoi ancora quella melodia, quella fotografia o quelle parole quando nessuno le sta applaudendo.

Questo metodo funziona se accetti il silenzio, mantieni un tempo preciso e osservi le tue reazioni senza punirti. Non funziona quando lo trasformi nell’ennesima prova da superare o quando usi la spiritualità per evitare lo studio, il confronto e la disciplina.

L’ultima riga rimasta aperta

10) progetti per il futuro?

Era la domanda più breve. Nel 2016 sarebbe stata probabilmente una porta verso un disco, un concerto o una nuova ricerca; oggi resta sul foglio con un suono diverso, simile a una nota lasciata risuonare dopo che le mani si sono già staccate dal pianoforte.

Percorsi e Controlli Semplici Suggeriti:

  • Per il giudizio altrui: aspetta dieci minuti prima di rispondere a una critica, rileggendo il messaggio solo quando sei calmo.

  • Per il valore dei gesti: dopo un’azione generosa, lascia passare ventiquattro ore prima di parlarne, per capire se il bisogno di mostrarlo continua.

  • Per la consapevolezza nell’ascolto musicale: dopo un brano, resta in silenzio due minuti osservando il respiro e la pace interiore.

  • Per comprendere la spiritualità: scegli un’intenzione semplice, medita con musica a 432hz per dodici minuti, poi annota sensazioni e pensieri.

  • Per la creatività musicale: prova per sette minuti senza spartito, registrando e poi ascoltando per trovare frammenti vivi.

  • Per gestire pensieri ostili: ripeti mentalmente una frase dura per sessanta secondi, poi un mantra gentile, osservando le reazioni fisiche.

La domanda che affiderei ancora a Battiato

Rileggendo quel foglio del 2016, sento che la risposta più preziosa sarebbe arrivata forse da una pausa, da uno sguardo, da quella vibrazione che precede le parole. Le dieci domande sono rimaste aperte, ma continuano a interrogare il mio rapporto con la musica, la spiritualità e il nutrimento dell’anima.

Se avessi oggi Franco Battiato davanti a te, quale domanda concreta gli rivolgeresti, e perché proprio quella? Scrivila nei commenti.

L’autore, con la sua profonda riflessione sulle domande a Battiato, si conferma una voce esperta nell’esplorare temi di spiritualità e arte.

Domande frequenti

Qual era l’intenzione originale dell’autore nel 2016?

L’autore aveva preparato dieci domande per un’intervista a Franco Battiato che non si svolse, domande che riflettevano le sue inquietudini di allora.

Perché l’autore ripropone le domande nella loro forma originale?

L’autore le ripropone per tornare alle inquietudini del 2016, pur riconoscendo che oggi userebbe parole diverse o aggiungerebbe precisazioni.

In che modo l’amore è un criterio pratico per l’autore?

L’amore, nella musica, decide quanto silenzio lasciare tra due note, quale suono eliminare e quando una melodia cerca connessione invece di consenso.

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Christian DeLord

Author Christian DeLord

Mi chiamo Christian Carlino, in arte DeLord, classe 1985. Pianista, compositore e creativo dall’animo pop ma con innata la voglia di imparare e formulare sempre nuove idee. La libertà di espressione fa parte del mio modo di essere e trova forma nelle mie passioni.

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